Morandi, Bernardino
Intestazione di autorità
- Intestazione
- Morandi, Bernardio
Date di esistenza
- Luogo di nascita
- Piaro
- Data di nascita
- 1645
- Luogo di morte
- Piaro
- Data di morte
- 1725
Attività e/o professione
- Qualifica
- commerciante/intermediario
Biografia / Storia
I Morandi sono una famiglia documentata a Piaro fin dalla fine del Cinquecento. Probabilmente erano di origine savoiarda (in alcuni documenti si trovano indicati come Morand o Morant). Verso la metà dei Seicento sono già così numerosi che alcuni rami della famiglia hanno già stranomi o doppi cognomi.
Nel 1645 nasce Bernardino, nel 1658 nasce suo fratello Antonio. Sono figli di Giacomino Morandi e Bernarda Lampo.
Bernardino è il fondatore della cappella Morandi, quella dedicata alla Madonna di Caravaggio, che si trova sul sentiero che, da Piaro, scende a Campiglia Cervo. Suo fratello più giovane si unisce a lui in quella "impresa" devozionale. Sulla cappella ci sono un po’ di notizie nel libro che Giorgio Piccino ha dedicato a Piaro.
A noi adesso interessano i Morandi per la loro attività di “importatori”, ossia di commercianti di arredi sacri, di opere d’arte e anche di reliquie, da Milano e da Roma. Nel 1679-1680 Bernardino Morandi è già attivo nel ramo per conto della Parrocchia di Sant’Ambrogio di Sordevolo. Procura per i sordevolesi un grande reliquiario a Milano. Non lo scolpisce lui, lo acquista per conto loro.
Qui dobbiamo subito dire che don Delmo Lebole, molto probabilmente, ha preso un abbaglio. Ha interpretato i pagamenti ricevuti dai Morandi (non solo a Sordevolo, ma ovunque) come la mercede dovuta loro come realizzatori, ma le cose non stavano così. In nessun caso i Morandi sono indicati come intagliatori o scultori. Ricevono denaro, certo, ma come intermediari rispetto al mercato di Milano. Senza contare che gli stessi Morandi conoscevano bene artigiani e artisti come lo scultore in legno Pietro Lomacio che abitava ad Andorno, ma proveniva da Codogno. I Morandi, specialmente Bernardino, erano pratici di Milano città, della zona dell’ovest milanese e del Lodigiano, dove c’erano molti valìt emigrati più o meno stanziali. Vi faccio notare a Lodi viveva l’Accati del grande lascito a San Giovanni d’Andorno del 1713, lascito che ha generato le scuole della vallata. Vi faccio notare, soprattutto, che quella è l’area di San Giovanni Battista del Calandrone (lo segnalo per il rapporto che sicuramente lega il nostro San Giovanni con quello del Calandrone) altro santuario omologo al nostro. Santuario che si trova a 15 chilometri da Caravaggio. Non per niente i Morandi vollero per la loro cappella un dipinto della Madonna di Caravaggio che commissionarono al pittore Giovanni Antonio Cucchi di Gliondini nel 1709, che in quel periodo lavorava da quelle parti. Antonio Morandi, invece, era più a suo agio a Roma. Fu lui a ritirare le due reliquie di San Filippo Neri e della Santa Croce nel 1698 e nel 1702. Nei documenti romani lo indicano come “don”, ma non era un prete, anche se morì senza eredi diretti ancora prima del fratello, nel 1722. Lui, Antonio, fu incaricato anche dalla confraternita dei SS. Pietro e Anna di Andorno per recuperare una preziosa reliquia di S. Anna nel 1711
Nel 1720 la Parrocchia di Campiglia Cervo gli pagò la bellissima statua della Madonna del Rosario che ancora si può ammirare in chiesa. Ma non fu lui a scolpirla, bensì soltanto a procurarla. A occhio si direbbe che possa essere di mano non dal Biellese: quindi, forse, da Milano o da Roma… Non lo sapremo mai, ma resta un’opera notevole. Antonio Morandi procura anche arredi e paramenti. Si occupa di far sistemare l’organo e si interessa di un trono proprio per quella “sua” statua della Madonna del Rosario. Questo Morandi, secondo me, è colui che nel 1701 acquistò a Roma il reliquiario a busto di vescovo per contenere la reliquia di San Biagio dell’oratorio di Valmosca. Chi, se non lui, poteva in quel tempo “sapersi muovere” nella Città Eterna?
Così fa anche il fratello Bernardino, e anche la di lui moglie, ma a Milano. È lui che procura reliquia e reliquiario di San Sebastiano per Forgnengo nel 1714. Ma già nel 1700 procura delle coperte per il Santuario di San Giovanni d’Andorno e nel 1705 compra a Milano “reliquiari, contraltare, indulgenze et altre robbe comprate per la chiesa”… per la chiesa parrocchiale. Lo stesso anno sua moglie aveva comprato paramenti (“tunicelle”), sempre a Milano.