"Instromento di transazione tra gl'Ill.mi Signori Marchesi d'Andorno e le Comunità del medesimo Marchesato"
Tipologia Documento
Data topica
Torino
Data cronica
- 1721 Agosto 15
Numerazione definitiva
- Numero definitivo
- 598
- Prefisso
- ASPCC
Contenuto
- L'atto, rogato dal notaio Giuseppe Maria Cariatore di Ciriè, è redatto nella casa degli eredi del fu marchese di San Germano (tenuta in affitto dal Primo Presidente, probabilmente del Real Senato, Ricardi) nella Parrocchia di San Martiniano. La transazione si riferiva alla lite vertente tra la Comunità di Andorno e i marchesi San Martino Parella (a partire da Carlo Emilio e poi contro i suoi eredi e successori, fino a Leonora Cristina Felice Parella della Montà e includendo anche i Wilcardel di Felury e Beaufort di Trivero) per rientrare in possesso dei mulini di loro proprietà ("molini con gl'edificij, rote da macina et piste tanto da riso canepa che ligumi alli detti molini annesse con le acque e bealere à quelli spetanti"). Nella documentazione sono descritti i mulini in oggetto della contesa: Longola (?) a Sagliano (6 ruote, due piste da canapa e una da legumi), Molinetto di Sobia sempre a Sagliano (una ruota), uno a Callabiana (due ruote, due piste una da canapa e l'altra da legumi e riso), a Rialmosso (una ruota e una pista da canapa), quello detto "alle Fontane" (una ruota e una pista da canapa), il "molinetto di Campiglia" (come sopra), il "molino di Zima al Chioso” di Campiglia Cervo, ossia in Cima al Chioso (due ruote), quello al ponte Concresio (due ruote e una pista da canapa), quello di Piedicavallo (una ruota e una pista da canapa) e quello di Miagliano (tre ruote con due piste, una per canapa e l'altra per legumi). Oltre ai mulini c'erano in discussione quattro "possessioni con le fabriche dentro" (a Campiglia Cervo presso la roggia, a Santa Maria di Pediclosso, a San Giovanni d'Andorno e a Piedicavallo). Le pretese dei marchesi si basavano però su due atti di deliberamento e di sentenza senatoria del 1652 (5 febbraio e 9 aprile), nonché su altri atti successivi (relativi anche alle migliorie apportate ai mulini stessi). La rinuncia sui diritti e sulle ragioni sui mulini da parte dei marchesi San Martino Parella e Beaufort (in relazione con i Wilcardel) avvenne a fronte dell'esborso, una tantum, di 25.000 lire da parte della Comunità di Andorno e Valle. Agli atti sono allegate copie delle procure per i rappresentanti delle parti in causa (per Andorno il 6 novembre 1720 e per i marchesi il 12 agosto 1721). Nel fascicolo si fa anche esplicito riferimento alla lite del 1699 originata da problemi di mantenimento in esercizio dei mulini, nonché alla questione del mulino e pista da canapa alienati dai marchesi a favore di Giacomo e Antonio fratelli Maciotta. Allegata anche copia dell'atto di donazione del 18 agosto 1682 fatta dal marchese Carlo Emilio San Martino Parella a favore di San Giovanni d'Andorno di un'ampia porzione di terreno in vallata con entrostanti cascine, casoni, alberi, canepali ecc. Detta donazione si relazionava con il credito avuto dal marchese San Martino Parella Alessio (zio di Carlo Emilio) e trasformato in "levatura di gaggio" (esproprio) generale fatta perché la Comunità di Andorno e Valle non era in grado di saldare il suo debito verso lo stesso marchese Alessio
Note
- Segnatura originale in inchiostro rosso: "N° 65"