Documenti inerenti i carichi fiscali (focaggi) in capo a Cesare Ramasco rispetto a varie comunità della Valle del Cervo

Tipologia Documento
Data topica Andorno
Data cronica
Inizio XVIII sec.
Note
Senza data

Numerazione definitiva

Numero definitivo
644
Prefisso
ASPCC

Contenuto

Probabilmente Cesare Ramasco era in qualche modo collegato con il testatore (erede, procuratore, esecutore testamentario?). Presenti anche due documenti riferiti a don Pietro Forno (Furno), parroco di Campiglia Cervo nel primo Seicento:

1) Andorno, 18 luglio 1634 (casa della Parrocchia di San Lorenzo). Vendita di diritto di esazione di fogaggio sulla Comunità di Andorno per la parte spettante a don Carlo ed Emilio Ayazza di Vercelli a favore di: don Giacomo Bonezzo "concurato" della Parrocchia di San Lorenzo di Andorno, i fratelli Bartolomeo e Giovanni fu Cesare Ramasco, Giacomo fu Bartolomeo Acquadro e la stessa Comunità di Andorno. Nel documento è contenuta la narrazione degli eventi pregressi che portarono alla vendita a partire dal 1513 (epoca della determinazione della somma dovuta al Duca di Savoia, ossia 300 ducati l'anno). Nel 1542 il duca Carlo di Savoia, detto "il Buono", cedette il diritto di riscossione a Luigi Gallier de Bressieu. Nel 1561 il successore di Carlo, Emanuele Filiberto di Savoia, ratificò la cessione a Carlo da Birago che lo passò ai suoi figli, che a loro volta, nel 1592, lo passarono a Nicolò e Radamante (Rodomonte), padre e figlio, Ayazza di Vercelli. Carlo ed Emilio erano due dei figli di Radamante. Il prezzo della vendita del 18 luglio 1634 fu stabilito in 1.064 ducati e 9 soldi. All'atto, rogato dal notaio Giovanni Vincenzo Rappis, era presente don Pietro Furno, priore e parroco di Campiglia Cervo.

2) Andorno, 15 mazzo 1635 (casa della Parrocchia di San Lorenzo). "Quittanza del Reverendo Prette Giacomo Bonezzo, delli fratelli Ramasco et di Giacomo Aquadro dalli Signori Ayazza per final pagamento delle Focaggi". Don Pietro Furno, priore e parroco di Campiglia Cervo, e il nobile Fabrizio Levera, in qualità di procuratori di don Carlo e di Emilio Ayazza (come da strumenti di procura del 4 agosto 1634 e 16 febbraio 1635, riportati nell'atto), ricevono il pagamento dovuto dai compratori per quanto stipulato con l'atto di vendita del 18 luglio 1634. Il documento è una copia levata dal notaio Cesare Ramasco di Andorno il 16 luglio 1682. Il rogito originale fu del notaio Giovanni Vincenzo Rappis.

Allegato ordine di pagamento (17 ottobre 1712) fatto da don Giovanni Pietro Gaya (Gaia), successore di don Furno, a carico di messer Giovanni fu Andrea Oreggia esattore nella Comunità di Tavigliano in ragione del diritto di esazione acquistato dal Santuario di San Giovanni d'Andorno da Cesare Ramasco sui focaggi di detta comunità. Il pagamento sarebbe stato effettuato nelle mani di don Carlo Francesco Massolotto, sacerdote residente nel santuario, il quale avrebbe rilasciato regolare quietanza (in conto) per le 13 lire versate

Note

In origine inserito nel "Libro delle robbe del fu Signor Priore Furno 1706"