Supplica del parroco priore don Giovanni Pietro Gaya (Gaia) al vescovo di Vercelli per ottenere la riconferma di tre concessioni inerenti la sua giurisdizione spirituale e temporale su San Giovanni d'Andorno e il precetto della festività pasquale

Tipologia Documento
Data topica Campiglia Cervo
Data cronica
circa 1730
Note
senza data

Numerazione definitiva

Numero definitivo
649
Prefisso
ASPCC

Contenuto

I "capi" della supplica riguardavano la facoltà di assolvere casi riservati (provinciali e sinodali), "eccetto l'homicidio volontario", nonchè l'autorità di nominare confessori in San Giovanni d'Andorno, la possibilità di incamerare denari e oggetti di terzi persi nel santuario, dopo aver condotto diligenti ricerche del legittimo proprietario, e in ultimo il potere di interdire dalla Chiesa coloro che avessero mancato al precetto pasquale "per tutte le feste della Pentecoste, et festa del Corpus Domini". Tali concessioni erano già state accordate dal vicario generale abate Cusano l'8 novembre 1710 e confermate dal vescovo di Vercelli, mons. Malpassuto, il 15 giugno 1728. Quindi la supplica è successiva a tale data, ma antecedente alla morte di don Gaia, avvenuta nel 1732

Note

In origine inserito nel "Libro delle robbe del fu Signor Priore Furno 1706"