"Inventaro de mobili legati dal fu Signor Vicario Priore Francesco Francesio per servizio de Signori Parroci successori in vigor di suo ultimo testamento delli 16 settembre 1766 rogato Gaja..."

Tipologia Documento
Data topica Campiglia Cervo
Data cronica
1775 Febbraio 17

Numerazione definitiva

Numero definitivo
656
Prefisso
ASPCC

Contenuto

"... che il M. Reverendo S. D. Gaspare Serra moderno preposto parroco si carica a termini di detto testamento, per numero, qualità, ed estimo com'infra stato fatto da Lorenzo Allara, e Gioanni Gatta". Si tratta di pochi mobili ("cadregoni", tavoli, portamantelli ecc.) e di altrettanti utensili o contenitori ("botalli", campanelli, palette, "scandaglio", coltelli, moscarola ecc.). Allegati i "Testimoniali di ricognizione d'inventario con estimo" (14 novembre 1776) aggiornati con aggiunta di alcuni elementi (materasso, cuscini e coperte), soprattutto le "cinque piante di pommo fruttifere... atterrate nel giardino", con indicazione circa la "evacuazione, ed alla riduzione in pristino stato della peschera nel giardino" che era stata costruita "in tutti i tempi per la conserva delle trutte vive per servizio de parroci". Gli interventi si riferivano a quanto i fratelli Serra, don Gaspare parroco (che aveva rinunciato al beneficio parrocchiale per malattia il 31 marzo 1776) e il chierico Giuseppe, avrebbero dovuto fare per riconsegnare tutto quanto nello stato primitivo (restituzione di un "graffo di ferro per la cucina" ed eliminazione dello "odore" in un bottalino). Allegati anche i "Testimoniali di deputazione" (16 marzo 1777) in capo al "viceprotomedico" Giovanni Battista Amedeo Magnano a procuratore generale dell'Amministrazione Parrocchiale per la definizione delle questioni sollevate, in relazione allinventario del 1775 e alle successive revisioni, dai fratelli don Giacinto e chierico Giuseppe Serra circa i diritti dell'ex prevosto don Gaspare Serra, loro fratello, sui mobili inseriti o meno nell'inventario stesso. La vertenza sarebbe stata discussa davanti al vicario generale della Diocesi di Biella

Note

Segnatura originale in inchiostro rosso: "N° 138"