"Instrumento di transazione delle quattro Comunità della Valle verso la Parrocchia di Campiglia per una annualità perpetua di lire 32,45 per ciascheduna"

Tipologia Documento
Data topica Biella
Data cronica
1785 Ottobre 04

Numerazione definitiva

Numero definitivo
948
Prefisso
ASPCC

Contenuto

La transazione riguardava la difficoltosa riscossione delle derrate cui aveva diritto il parroco di Campiglia Cervo su quattro mulini della vallata, propri delle comunità di Campiglia Cervo (mulino di Alto Chioso o Cima il Chioso), Piedicavallo (Concresio), Quittengo (Fontane) e San Paolo Cervo (Fondo il Chioso). Gli affittuari versavano annualmente quantitativi prefissati di cera bianca e gialla, incenso, olio di noce e storace (balsamo profumato, utilizzato anche in ambito medicale). Per ovviare agli inconvenienti della riscossione si transava per corrispondere ogni anno una somma congrua ai parroci pro tempore di Campiglia Cervo, qui rappresentati da don Barnaba Tempia. L'atto fu rogato dal notaio Perino (segretario dell'Intendenza di Biella) di fronte all'Intendente Rubatti in Biella, il 4 ottobre 1785. Il "progetto d'amicabile componimento" (qui trascritto) risaliva al 19 giugno 1785 e il decreto di accettazione (qui trascritto) emesso dal vescovo di Biella, mons. Giulio Cesare Viancini, data a Biella il 6 ottobre 1785

Note

Segnatura originale in inchiostro rosso: "N° 343"