Testamento di Matteo fu messer Giovanni Pietro Cicero "d'essa Valle"

Tipologia Documento
Data topica Quittengo
Data cronica
1676 Settembre 14

Numerazione definitiva

Numero definitivo
1035
Prefisso
ASPCC

Contenuto

Come in altri casi, anche questo è un testamento "nuncupativo", cioè fatto a voce e non per scritto autonomo (olografo), ma senza la presenza di un notaio ricevente con tutte le formule del caso. È chiaro che "al detame d'un dotto", questa memoria poteva tradursi in uno strumento notarile a tutti gli effetti. Sepoltura nella parrocchiale di Campiglia Cervo (con messe). Coinvolta la Compagnia del Suffragio. Lascia alla moglie immobili, mobili e denaro, ma chiama eredi universali i figli Giovanni Pietro, Giovanni Battista, Pietro e Giovanni Antonio. In caso di necessità di curatela, è chiamato don Giovanni Battista Furno, parroco di Campiglia Cervo, e la parrocchia è indicata come erede finale in caso di morte di tutti gli altri. C'è anche un legato per l'oratorio di San Rocco di Quittengo. È interessante la clausola secondo cui se uno o più dei suoi figli fosse caduto in disgrazia presso S.A.R. (per crimini o altro), non avrebbe percepito la sua parte di eredità. Il notaio non è indicato

Note

Segnatura originale in inchiostro rosso: "N° 287". Segnatura originale in inchiostro nero: "7"