Testamento nuncupativo di Antonio Valz Gris della Valle di Andorno, cantone "Valzi"
- 1677 Gennaio 20
Numerazione definitiva
- Numero definitivo
- 1036
- Prefisso
- ASPCC
Contenuto
L'atto, rogato da notaio Bernardo Rosazza, è redatto nella camera della casa del testatore dove giace a letto ammalato. Sepoltura nella chiesa parrocchiale di Campiglia Cervo (con messe). Invito per la Compagnia del Suffragio della medesima parrocchiale a partecipare al funerale. Elemosina di "pane, minestra e companatico" ai particolari dei cantoni "Valzi" e Montesinaro. Lega un prato con alberi e canepale posto alla "Lace" di Montesinaro, confinante con il sentiero, a favore del Santuario di San Giovanni d'Andorno, incluso il diritto d'acqua del sabato e notte seguente rispetto alla "Roggia del Cantone" senza pregiudizio per i diritti altrui. Più una cascina con corte pure in cantone "Valzi" con tutti i diritti di passaggio e di pascolo ("riorda") per il bestiame, valido anche per la citata pezza a prato. Detti beni erano destinati alla vendita all'incanto per pagare la messa quotidiana da celebrare nel santuario. Lega alla "chiesa della Madonna dell'Oropa et alla chiesa della Madonna della Riva", cioè di Pediclosso, un campo posto al Pinchiolo, metà ciascuna (anche in questo caso i beni dovevano essere alienati e a Oropa fu ceduta anche la parte destinata alla "chiesa" della Riva). Lega alla Parrocchia di Campiglia Cervo e alla Compagnia del Suffragio un terreno con alberi alla "Riva de' Valzi", da vendere per pagare 20 messe. Dispone che la moglie Giovanna fosse usufruttuaria della sua casa con orto, nonchè di "duoi cassi con tutti li utensili, bestiami e fieno che si ritroverà alla morte del medesimo Antonio situata detta casa nel Cantone di Valzi detta a casa del Gris". Idem per un prato con alberi situato al "Piano della Casa Nova" confinante con il rio Chiobia e la strada. Idem per un campo situato "dietro la cassina". Idem per un orto e campo "detto al Solj cioè dalla strada sino al sentiero restano tre piagne". A Giovanna sarebbe toccata anche la pianta grossa di noce posta sulla pezza lasciata a San Giovanni d'Andorno. Lascia anche un po' di denaro ai suoi nipoti. Erede universale chiamò l'Oratorio di San Grato di Montesinaro. Vendendo tutti i beni e intestando gli interessi sui capitali derivanti si sarebbe mantenuta la messa festiva nell'oratorio stesso. La copia del testamento fu levata da don Giovanni Antonio Rosazza (come dichiarato dal figlio del notaio, altro notaio Eusebio Rosazza, che deteneva le minute) in riferimento ai procedimenti per la smembrazione della nuova parrocchia da erigersi in Montesinaro (1748). Riferimenti alla "Traballiaca" e alla "Falcidia"
Note
- In origine questo documento era cucito insieme a ASPCC 1050. Riferimenti a tale priore don Francesco Badat. Per quanto riguarda le parole "falcidia" e "trabellianica": la prima fa riferimento alla romana Lex Falcidia che determinava nella quarta parte del