Testamento di Pietro Gilardi Biandrina di Montesinaro

Tipologia Documento
Data topica Montesinaro
Data cronica
1690 Gennaio 18

Numerazione definitiva

Numero definitivo
1050
Prefisso
ASPCC

Contenuto

L'atto, rogato dal notaio Bernardo Rosazza, è redatto "nel Cantone sopra l'Orio di Montesinaro", nella camera dove il testatore giace a letto ammalato. Sepoltura nella chiesa parrocchiale di Campiglia Cervo (con messe) e cerimonie secondo la consuetudine. Lega al Santuario di San Giovanni d'Andorno due lire una tantum. Lega all'oratorio di San Grato di Montesinaro un prato con alberi "ai Grosj", confinante con la roggia allo scopo di mantenere la messa festiva in detto oratorio. Lascia a Maria sua Moglie e Maria sua nuora l'usufrutto del resto dei suoi beni (con riferimenti alla "stanza ove al presente dorme, con poter far foco" per la nuora), in particolare il canepale "al Roncho, cioè al Piagna di Fondo" confinante con la strada, più la settimana parte di un orto a favore della nuora. Più il "casso di casa da in cima in fondo, cioè il casso vecchio", più un'altra settima parte di un orto, più una vacca "a sua elezione", metà di un prato con alberi "al Tetto", un campo "al Solij" confinante con la strada, una porzione di un prato "nell'orio della Volta", con la cascina "di sopra" e l'orto annesso in località Pianlone. Lascia denaro a vari suoi eredi indiretti (anche a scopo dotale). Eredi universali chiama i suoi figli Bernardo, Battista e Pietro Maria. Copia dell'atto fu levata dall'originale come da dichiarazione del figlio del defunto notaio, altro notaio Eusebio Rosazza (in relazione ai procedimenti per la pretesa smembrazione della nuova parrocchia di Montesinaro da quella "matrice" di Campiglia Cervo nel 1748)

Note

In origine questo documento era cucito insieme a ASPCC 1036