Legato di messer Giuseppe Accati. "Scritture riflettenti il legato Accati"
Tipologia Documento
Data cronica
- 1741 Giugno 01 - 1775 Marzo 23
Numerazione definitiva
- Numero definitivo
- 1080
- Prefisso
- ASPCC
Contenuto
- La filza contiene: "Testamento di messer Gioseppe Achati" del 1° giugno 1741 e "Divisione tra li Signori D. Gio. Batta, Francesco, Battista, e Carlo Giuseppe fratelli Accati inestimata" del 23 marzo 1775.Il testamento, ricevuto dal notaio Giovanni Antonio Maciotta di San Paolo Cervo, è redatto nel refettorio del convento dei RR. PP. Cappuccini di Andorno Cacciorna alla presenza di sette frati tra padri e sacerdoti. Sepoltura nella chiesa parrocchiale di Campiglia Cervo (con messe) Elemosine e coinvolgimento delle compagnie di Sant'Antonio da Padova e del Suffragio. Un legato alla Madonna del SS.mo Rosario "in San Domenico della Città di Lodi", nonchè un ulteriore legato in favore dell'Ospedale Maggiore della stessa Città di Lodi. Altri legati per la chiesa parrocchiale di Campiglia Cervo e per San Giovanni d'Andorno (con riferimenti alla novena di Natale). Altro legato per l'oratorio di San Paolo di Driagno-Magnani. Altro lascito per la chiesa del Santuario di San Giovanni d'Andorno sotto forma di credito di lire 500 con interessi esigibile da tale Cartotto di San Giuseppe (Riva San Giuseppe?). Usufruttuaria la "dilettissima consorte" Angela Maciotta. Eredi particolari i nipoti, figlio del fratello Francesco, i fratelli Giovanni Antonio, Giovanni Battista, Giovanni, Pietro Antonio e Carlo per lire 500. Erede universale il nipote, figlio dello stesso Francesco, Giuseppe. In caso di decesso sarebbe subentrato Carlo. In caso di suo decesso sarebbe subentrata la chiesa parrocchiale di Campiglia. Esecutori testamentari furono chiamati il “viceprotomedico” Giovanni Battista Maciotta (in sostituzione suo fratello, il notaio Giovanni Antonio) di San Paolo Cervo. In caso di rifiuto sarebbero stati chiamati Giovanni Antonio Accati o Giovanni Battista Jacazio. Lo strumento di divisione, ricevuto dal notaio Giovanni Antonio Maciotta di San Paolo Cervo, è redatto nella casa di Giacomo Savoja nel cantone Savoja di San Paolo Cervo, alla presenza del notaio Pietro Giorgio Vanni di Campiglia Cervo, "podestà, e giudice ordinario del presente luogo per l'Ill.mo Sig. Conte del medemo D. Emanuel Bava, deputato per pattenti delli 25 Agosto 1772", nonchè del chirurgo Carl'Antonio Peraldo, e del notaio Pietro Antonio Gaya. Morto l'8 febbraio 1756, Giuseppe fu Francesco Accati lasciava i quattro figli (suoi e di sua moglie Lodovica Mazucchetti Basan) don Giovanni Battista, Antonio, Francesco, Giovanni, Carlo e Giuseppe (quest'ultimo minore, perciò sotto tutela dello zio materno, Giacomo Savoja). I fratelli addivengono alla decisione di dividere i beni ereditari. Per farlo eleggono quali arbitri Giovanni Antonio e Giovanni Battista padre e figlio Gallo, e Lorenzo Biglia. Determinano quattro lotti omogenei e per estrazione li assegnano a ognuno dei fratelli. Si tratta di immobili (case, cascine e canepali, boschi, gerbidi e gorghi), bestiame, mobili e oggetti da cucina nonché vestiario e lingerie. Gli immobili si trovavano per lo più alla Bariola. Nell'atto è indicato anche il diritto di riscossione del Regio Tasso sulla Comunità di Piedicavallo per un capitale di 4.000 lire acquistato dagli stessi fratelli da Pietro Rosazza e da Eusebio Mosca. Da tale somma doveva essere estratto il denaro necessario a far celebrare un funerale annuo presso la chiesa parrocchiale di Campiglia Cervo lasciato a loro carico dallo zio Giuseppe fu Antonio Accati
Note
- Segnatura originale in inchiostro rosso: "936"