"Testamento del Molto Illustre e Molto Reverendo Signor Priore e Retore Francesco Francesio Vicario Foraneo d'Andorno"

Tipologia Documento
Data topica Campiglia Cervo
Data cronica
1766 Settembre 16

Numerazione definitiva

Numero definitivo
1084
Prefisso
ASPCC

Contenuto

L'atto, ricevuto dal notaio Pietro Antonio Gaja, è redatto nella casa canonica di Campiglia Cervo. Questo non è un testamento nuncupativo semplice, bensì fin da subito un atto pubblico ricevuto e insinuato dallo stesso notaio. Il testatore, don Francesco fu Antonio Francesio da San Germano Vercellese, era priore di Campiglia Cervo, "rettore perpetuo del Santuario di Giovanni Battista" e vicario foraneo d'Andorno. Sepoltura nella chiesa parrocchiale di Campiglia Cervo (con messe). Obblighi di cerimonie per il Santuario di San Giovanni d'Andorno e per la Compagnia del Suffragio. Lega alla Parrocchia di Campiglia Cervo, per uso dei suoi successori, tutti i mobili e gli oggetti presenti nella cucina della canonica con impegno di redigere un inventario. Tutti gli altri suoi mobili presenti nella casa parrocchiale, nonché "denari, effetti, crediti, di qualunque natura", sarebbero andati a San Giovanni d'Andorno. Ad esclusione del suo letto, di alcuni libri di cui avrebbe lui stesso redatto un elenco (non presente) e degli abiti e indumenti suoi propri. Tutto il resto dei suoi beni andava al pronipote chierico Carlo Domenico Giacinto Francesio fu Giuseppe, obbligandolo all'assistenza nei confronti dei suoi due fratelli, il chierico Bartolomeo e Giovanni Antonio. Alla redazione dell'atto erano presenti quattro sacerdoti, don Giovanni Battista Lampi, Pietro Antonio Boggio, Amedeo Gaja e Giovanni Antonio Guarnero, il medico Giovanni Battista Magnano, il chirurgo Carlo Antonio Peraldo, il notaio Pietro Giorgio Vanni e suo padre, omonimo

Note

Segnatura originale in inchiostro rosso: "N° 152". Segnatura originale in inchiostro nero: "N° 12" e "11"