"Testimoniali d'istanza, disposizione e sigillamento" in riferimento a un'insufficiente fornitura di cera fatta da Giovanni Battista Gilardi Biandrina in occasione del funerale della moglie

Tipologia Documento
Data topica Quittengo
Data cronica
1750 Aprile 01

Numerazione definitiva

Numero definitivo
1172
Prefisso
ASPCC

Contenuto

L'atto fa riferimento a una causa (quale?) per la quale fu richiesta dal parroco di Campiglia Cervo, don Francesco Francesio, la deposizione con giuramento di don Amedeo fu Carlo Alessandro Gaja "vice parocho provisionale nell'oratorio di San Grato di Montisinaro" e di don Giovanni Battista fu Giovanni Costa di Pettinengo, "capellano presentaneo su detto oratorio di San Grato". La deposizione di entrambi riguardava l'insufficiente corresponsione di cera fatta da Giovanni Battista Gilardi Biandrina di Piedicavallo/Montesinaro in occasione del funerale della moglie Maria celebrato quella mattina stessa presso l'oratorio di San Grato di Montesinaro. Il quantitativo e la forma della cera (non "torchie" e candele, bensì "mocchetti") non erano bastanti per soddisfare i regolamenti vigenti nella parrocchia. La deposizione fu rilasciata davanti a Pietro Antonio Gaja, notaio e luogotenente del podestà di Quittengo. Da notare che fu testimoniato che il vedovo non era povero, bensì una delle persone più facoltose del paese