Contratto per la rifusione di una campana sottoscritto tra l'Amministrazione Parrocchiale di Campiglia Cervo e fonditore di campane Francesco Gipo di Lessona
- 1633 Maggio 22
Numerazione definitiva
- Numero definitivo
- 1206
- Prefisso
- ASPCC
Contenuto
La "polizza" obbligava don Pietro Forno e gli altri amministratori della Parrocchia di Campiglia Cervo a corrispondere al campanista (campanaro) e al suo compagno "soldi diecij otto ducali monetta corrente nel presente luogho" per ogni rubbo di peso della campana da "regitar" (cioè ri-gettare, ossia rifondere) perché "si retrova rotta". Il compenso prevedeva anche "una somata di vino bono". La rifusione sarebbe avvenuta in loco. Non è indicato il peso della campana danneggiata e, quindi, nemmeno la somma da sborsare
Note
Segnatura originale in inchiostro rosso: "N° 203" Il nome e il paese di origine del "campanaro" (qui inteso come fabbricante di campane) non sono del tutto certi: potrebbero anche essere "Gijo" originario della "Lorena", anche se si tratta della ipotesi meno verisimile per questioni geografiche