Documenti inerenti don Matteo Lampo e i suoi rapporti con i fratelli per questioni ereditarie
Tipologia Documento
Data topica
Milano
Data cronica
- 1689 Maggio 31 - 1689 Giugno 01
Numerazione definitiva
- Numero definitivo
- 1326
- Prefisso
- ASPCC
Contenuto
- Si tratta di serie di atti carte (riprodotte in copia autentica). Il primo documento (31 maggio 1689) fa riferimento alla costituzione e alla vendita di un censo di lire 12 annue di Savoia fatta da don Matteo fu Giovanni Battista Lampo della Valle d'Andorno a favore di Giovanni Battista fu Antonio Gaya, anche egli della Valle d'Andorno per il prezzo di 200 lire. Il censo era stato costituito su un terreno situato in vallata, anche se tanto don Lampo, quanto il Gaya, risiedevano nel Ducato di Milano (il primo a Castano, Pieve di Dajrago, e il secondo a Milano, presso la Porta Vercellina, parrocchia di Santa Maria ad Portam). Il secondo atto riguarda i rapporti tra don Matteo Lampo e i fratelli Antonio e Giovanni per questioni relative all'eredità paterna ancora indivisa e alle mancanze dei fratelli nei suoi confronti (non gli era stata riconosciuta la sua quota e, soprattutto, temeva per il suo titolo di credito di 1.700 lire costituito dal padre per testamento sopra il Banco di S. Ambrogio cui i fratelli erano tenuti alla garanzia). Le 200 lire del censo servivano per muovere causa ai fratelli inadempienti e per questo il prete aveva chiesto l'assenso per la costituzione del censo alla Curia episcopale di Vercelli (responso positivo da parte del protonotario apostolico can. Giovanni Francesco Cerro, in data 6 maggio 1689). Tali documenti furono redatti dal notaio Giulio Legnano nel suo studio di Milano (Porta Ticinese, Parrocchia di San Michele ad Clusam) e convalidati dagli "abati" del Collegio dei Notai e Causidici di Milano in data 1° giugno 1689
Note
- Segnatura originale in inchiostro rosso: "N° 272". Sigillo cartaceo impresso adeso. Il regesto originale ("Testamento di D. Matteo Lampo") è piuttosto sviante. Forse ce n'erano di relativi al testamento vero e proprio, tenendo però conto che la filza potr