"Renontia a favor della Chiesa di S. Giovanni Battista" in relazione all'eredità del defunto curato di Piedicavallo, don Matteo Lampo

Tipologia Documento
Data topica Campiglia Cervo
Data cronica
1720 Febbraio 20

Numerazione definitiva

Numero definitivo
1329
Prefisso
ASPCC

Contenuto

Don Matteo aveva un fratello, Antonio, residente a Milano con il quale aveva in comune non pochi interessi. Rispetto alle disposizioni testamentarie (vedi il testamento 10 luglio 1719 rogato Valletto) del defunto parroco, il fratello e il nipote, suo figlio, Giovanni Battista avevano alcune pendenze per le quali chiedevano un'amichevole composizione. San Giovanni d'Andorno cedeva "un casso di casa con corte e porticho avanti et orto" situato a Piaro, con una pezza a suo tempo acquistata da Antonio Morandi. Il tutto di proprietà del defunto don Lampo. Oltre a questo, il santuario avrebbe sborsato cento lire ducali e gli eredi Lampo sarebbero stati definitivamente tacitati. Tutti gli altri beni, crediti ecc. sarebbero spettati a San Giovanni d'Andorno senza ulteriori questioni nè eventuali liti, tra cui una cascina coperta a lose situata a Piedicavallo che Antonio Lampo aveva acquistato da tale Janutolo come da atto ricevuto dal notaio Stefano Cornaro di Milano in data 11 settembre 1696, cascina che era stata riedificata a spese del citato curato don Lampo. L'atto fu redatto nella casa canonica di Campiglia Cervo alla presenza di don Bernardo Bussetti di Andorno