Supplica dell'Amministrazione del Santuario di San Giovanni d'Andorno all'Intendenza della Provincia di Biella per veder ridotta in pubblico strumento la scrittura di convenzione del 3 giugno 1725

Tipologia Documento
Data topica Biella
Data cronica
1759 Febbraio 17

Numerazione definitiva

Numero definitivo
1355
Prefisso
ASPCC

Contenuto

La riduzione in pubblico strumento era prevista dalla "declaratoria" dell'11 agosto 1753 (copia allegata), in merito ai censi e ai crediti a favore della supplicante contro le comunità del Marchesato di Andorno. Fin dal 7 maggio 1618, tanto la Parrocchia di Campiglia Cervo quanto il Santuario di San Giovanni d'Andorno avevano acquistato parte dei diritti di riscossione di interessi per censi costituiti e venduti dalle comunità costituenti il marchesato (Andorno Cacciorna, Callabiana, Campiglia Cervo, Piedicavallo, Quittengo, Sagliano, Selve Marcone, San Giuseppe di Casto, San Paolo Cervo e Tavigliano) a favore di Nicolao Carezana. Il 12 aprile 1718, il priore parroco di Campiglia Cervo, don Gaja, aveva ampliato il credito acquistando diritti anche sul censo venduto dalle stesse comunità a Giovanni Francesco Mondella con atto 17 settembre 1617 (rogato Muzio Valle, come nel caso dell'atto 7 maggio 1618). Il 3 giugno 1725 si arrivò a una transazione amichevole per il pagamento degli interessi decorsi (sotto l'arbitrato del cav. comm. Comotto) sui 700 ducatoni e 52,5 doppie di Spagna complessivi di capitale. Con testamento 11 aprile 1732, il priore don Gaja aveva chiamato erede universale il Santuario di San Giovanni d'Andorno e così si era consolidato in esso tutto il credito di cui sopra. Al momento della prima azione giudiziaria (20 dicembre 1754) il suddetto credito ammontava a poco meno di 3.500 lire di capitale e poco meno di 4.000 lire di interessi. La richiesta di citazione in giudizio davanti al Tribunale di Biella fu accolta e fissata per il 3 marzo seguente (vedi la nota in calce del viceintendente Vercellono)