Memoriale (bozza) per il Procuratore del Re presso il Tribunale di Biella sulla vertenza sorta tra l'Amministrazione di San Giovanni d'Andorno e il parroco di Campiglia Cervo, don Giovanni Battista Stupenengo, per la fornitura delle ostie consacrate
Tipologia Documento
Data topica
Campiglia Cervo
Data cronica
- circa 1875
- Note
- senza data
Numerazione definitiva
- Numero definitivo
- 1379
- Prefisso
- ASPCC
Contenuto
- L'anonimo relatore ricostruiva la storia della questione nata prima dell'approvazione del nuovo statuto (Regio Decreto 27 settembre 1870) dell'ospizio, quando il parroco di Campiglia Cervo era ancora, di diritto, presidente del Consiglio di Amministrazione di San Giovanni d'Andorno. Don Stupenengo aveva caricato sul bilancio del santuario diciassette anni consecutivi (1851-1867) di forniture di ostie consacrate utilizzate per la chiesa parrocchiale di Campiglia Cervo, quando avrebbero dovuto essere a suo carico personale o dell'Amministrazione Parrocchiale di Campiglia Cervo. Malgrado le sentenze avverse (tribunali di Andorno e Biella) e malgrado la mediazione del vescovo di Biella, don Stupenengo si rifiutava di pagare le 102 lire stabilite. Fatto appello alla Regia Pretura di Andorno, il parroco era stato inopportunamente e non convenientemente difeso dal cancelliere Magnani mentre l'udienza era tenuta dall'avv. Turcotti. In altre parole, l'Amministrazione di San Giovanni d'Andorno era stata platealmente attaccata dal cancelliere Magnani che, con tutta evidenza e in modo scorretto per il suo ruolo, si dimostrava "bujo" (cioè solidale) di don Stupenengo