Istanza del pio istituto "Cristiano Antonio Vanni" alla Prefettura di Novara in merito agli abusi subiti a causa del Comune di Campiglia Cervo e del nuovo proprietario del mulino dell'Alto Chioso

Tipologia Documento
Data topica Campiglia Cervo
Data cronica
1873 Settembre 08

Numerazione definitiva

Numero definitivo
1969
Prefisso
ASPCC

Contenuto

Il parroco di Campiglia Cervo, don Giovanni Battista Stupenengo, presidente dell'Istituto "Cristiano Antonio Vanni", lamentava lo "abuso tratto commesso dl signor Mosca Marco, che veste la qualità di sindaco di Campiglia Cervo" del 30 settembre 1872. Il sindaco aveva fatto estrarre "otto colonette, o paracarri" da un sito proprio della Parrocchia di Campiglia Cervo e da lì li aveva trasportati in municipio. Erano state posizionate, d'accordo lo stesso sindaco, "allo scopo di scongiurare li continui gravi pericoli che non mancano, tanto nel transito con carri per il sito della piazza parrocchiale e di fronte all'ingresso delle due scuole elementari [...] quanto dalle bestie da tiro per lo più vaganti per la stessa piazza, che serve di recreazione alle due scolaresche". Il passaggio, togliendo i paracarri, era stato ripristinato a seguito della vendita "condizionata" del mulino comunale a favore di Pietro fu Bartolomeo Iacazio, anche se la discesa/salita per il detto mulino superava il 16% di pendenza (come da perizia del geometra Boggio in originale allegata), ossia non conforme ai regolamenti. Anche chi doveva accedere al lavatoio pubblico correva il rischio di essere travolto dai carri e, anche per queste ragioni, era stato fatto appello al competente ministero. Il mulino era piuttosto "intercomunale", ovvero uno dei quattro comuni alle comunità della vallata, ovvero Campiglia Cervo, Piedicavallo, Quittengo e San Paolo Cervo. Trattasi di una copia conforme del 6 giugno 1875

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