Testamento olografo di Severina Albertazzi fu Battista
Tipologia Documento
Data topica
Biella, Quittengo e Vercelli
Data cronica
- 1931 Dicembre 03 - 1940 Novembre 29
Numerazione definitiva
- Numero definitivo
- 2125
- Prefisso
- ASPCC
Contenuto
- La donna aveva chiamato erede universale l'istituto (ed erede particolare la nipote Alfonsina Albertazzi per un appezzamento di terreno) nel suo testamento aperto e pubblicato dal notaio Cesare Craveja il 1° febbraio 1932. Severina Albertazzi, vedova di Giovanni Gilardi, era deceduta il 26 dicembre 1931. Il di lei marito era morto a Parigi il 9 giugno 1927. Il 17 agosto 1932 il geom. Edoardo Norza Ratin aveva periziato gli immobili e i mobili lasciati in eredità valutandoli in tutto 5.000 lire (il casolare della località Ballada e sei terreni: orto e canepale a Ballada, "ripa prativa al Bricair", gerbido al "Deir della Balma", bosco al "Zac, detto nei Crosi" e prato al "Piazzino"). Il 25 luglio 1940 il geom. Giuseppe Marco Maciotta aveva riperiziato la massa ereditaria (valore totale 2.850 lire) per arrivare alla alienazione della medesima, anche in ragione dell'autorizzazione alla vendita concessa dalla Regia Prefettura di Vercelli in data 6 marzo 1933 (due copie della perizia). Lettera della Regia Prefettura di Vercelli portante osservazioni circa la consistente diminuzione del valore assegnato dalla seconda perizia (29 novembre 1940)