Attrezzo per mescolare acqua e calce utilizzato durante il procedimento per ottenere la calce spenta
Consistenza rilevata
Tipologia
pezzo/i
Quantità
1
Descrizione fisica
Attrezzo costituito da una lama in ferro di forma pressoché ellittica su cui si innesta un gambo piegato a circa 45° rispetto alla lama e che si apre in un tubo in cui è inserito un lungo manico ligneo.
Stato di conservazione
Stato
discreto
Data rilevazione
ottobre 2015
Descrizione danni
La lama presenta ossidazioni diffuse e conserva tracce di calce
Condizione giuridica
Proprietà della Casa Museo dell'Alta Valle del Cervo
Materia e tecnica
ferro e legno
Dimensioni
Unità di misura
cm
Altezza
172 (lunghezza totale)
Annotazioni
lama: lunghezza 21; larghezza 22
Note
La materia prima per ottenere la calce è il calcare, roccia ricca di carbonato di calcio o altre rocce che venivano frantumate e "cotte" in fornace con il fuoco delle fascine. In questa fase avviene una reazione chimica (reazione di calcinazione) che porta la liberazione di anidride carbonica e alla produzione dell'ossido di calcio o calce viva che ha una consistenza porosa. Il calcinaio, nell'apposito recipiente, faceva spegnere, lievitare e stemperare la calce viva. L'operazione di spegnere la calce consisteva nel gettare poca acqua sulla medesima, giusto per spegnere la considerevole igroscopicità iniziale; il lievitare era il gonfiarsi, riscaldarsi, rammollirsi e disfarsi che avveniva lasciandola in poca acqua; lo stemperare era la terza operazione del Calcinaio il quale dopo l'impiego di maggiore quantità d'acqua che ne faceva riprendere il bollore e dopo alcune ore di lavoro di mescolamento eseguito con l'apposita zappa (da tirare con il ferro rivolto in alto, ossia capovolta, e da spingere in posizione inversa), otteneva la calce spenta, ossia l'acqua di calce, grassa ma molto liquida, lattiginosa. che si faceva colare attraverso una griglia molto fine per eliminare i grumi di calce più compatta non spenta che con il tempo avrebbero potuto far "fiorire" l'intonaco. L'acqua veniva raccolta in un bacino e il giorno seguente essa si presentava già spessa come una crema e la maturazione si protraeva per una quindicina di giorni, diventando grassello, una massa plastica, burrosa e consistente.