Roncola

Tipologia Oggetto
Data cronica
Prima metà del 20° secolo
Roncola
Roncola
In dialetto piemontese biellese: Fauscëta (alternativo)

Tipologia

attrezzo agricolo pastorale

Numero d'inventario

Numero
CM0290.2
Inventario
Seminara 2015
Numero
C/12/b
Inventario
Valz Blin

Indicazioni sul soggetto

Strumento utilizzato per potare

Consistenza rilevata

Tipologia
pezzo/i
Quantità
1

Marchi ed emblemi

Tipologia
marchio
Qualificazione
di fabbrica
Identificazione
Officine Rubino - Netro
Quantità
1
Posizione
su un lato della lama
Descrizione
iscrizione incisa riportante la dicitura a caratteri capitali "RUBINO/NETRO"

Modalità di acquisizione

Donazione di Gianni Valz Blin

Descrizione fisica

Attrezzo costituito da una lama ad un taglio di un certo spessore con un'estremità ricurva a becco (per poter agganciare e tagliare rami e sterpaglie); l'estremità opposta si assottiglia e si piega ad uncino verso l'interno in modo da poter agganciare lo strumento alla cintola; lo strumento è completo di impugnatura lignea fissata alla lama tramite chiodi.

Stato di conservazione

Stato
discreto
Data rilevazione
ottobre 2015
Descrizione danni
La lama presenta ossidazioni diffuse e l'impugnatura lignea alcune fessurazioni

Condizione giuridica

Proprietà della Casa Museo dell'Alta Valle del Cervo

Materia e tecnica

ferro e legno

Dimensioni

Unità di misura
cm
Altezza
34,5

Note

Lungo il torrente Ingagna, tra Netro e Mongrando, alla fine del Cinquecento vennero impiantate le prime unità produttive per la lavorazione del ferro: fucine di famiglia, dedicate alla produzione di attrezzi agricoli, asce, coltelleria e armi da taglio.
È a Netro che questa tradizione trova il maggiore sviluppo industriale, grazie a tre generazioni di imprenditori – Antonio Rubin Pedrazzo, il figlio Giovanni Battista e i nipoti Ernesto e Colombo Rubino – uniti da parentela e spiccate doti imprenditoriali. Così, tra fine ‘800 e la prima metà del ‘900, Officine Rubino è una grande azienda che – da un piccolo paese della Valle Elvo – esporta, in Europa e nel mondo, un prodotto finito di alta qualità, prendendo parte a fiere e esposizioni in Italia e all’estero.
Tra il 1920 e il 1923, la fucinatura degli utensili per l’agricoltura, l’edilizia e la falegnameria viene affiancata da una nuova produzione: nientemeno che un modello automobile, la Tipo 1, specificamente studiata per affrontare percorsi accidentati.Nel 1924 l’azienda, dislocata in diverse zone del Comune di Netro, raggiunge una superficie complessiva di circa 30mila metri quadrati, occupando fino a 1500 operai e producendo oltre 3000 articoli, tra cui alcuni prodotti esclusivi come i coltelli per i cartai, per la tritatura del legno di castagno o per la rasatura dei panni. Si diversifica poi realizzando anche pezzi per altre industrie, tra cui Fiat, Ansaldo, Alfa Romeo, Olivetti, Oto Melara e molte altre.
Negli Sessanta l’azienda inizia ad entrare in crisi, finché nel 1973 viene acquisita dalla Bono Spa, che nel 1988 entra a far parte del Gruppo Cannon, convertendosi alla produzione di caldaie industriali sotto il marchio Bono Energia.

Link esterni

www.provincia.biella.it
Tipologia
approfondimento
www.primabiella,it
Tipologia
fonte

Persona

Bibliografia/Fonte