Scritture riguardanti il censo del capitale di 1.200 ducatoni d'argento costituito e venduto dalla Comunità di Andorno a favore di Ottavio Berzetti signore di Buronzo nel 1617 poi acquisito (in parte) dal Santuario di San Giovanni Battista nel 1686

Tipologia Documento
Data cronica
1686

Numerazione provvisoria

N. provvisorio
250

Contenuto

La Comunità di Andorno (intesa come tutta la vallata) costituisce un annuo censo di 96 ducatoni d'argento "di giusto peso, liga e buontà". Il censo "perpetuo e redimibil" fu costituito a mente della bolla di Papa Pio V del 19 gennaio 1578 e sul possesso dell'intera "montagna di Montissa situata sopra li fini di Andorno, à cui confinano la Comunità di Mosso verso mezzanotte, la Comunità di Andorno per li boschi, le cassine delle Pessine, ed altri particolari di Faletti, e del Rial di Mosso". L'acquirente fu l'illustre signor Ottavio figlio del fu Stanislao Berzetto dei signori di Buronzo. Il pagamento degli interessi del censo andava fatto ogni semestre, 48 ducatoni a ottobre e gli altri a maggio. Il censo fu venduto per 1.200 ducatoni d'argento da quattordici fiorini l'uno. Lo strumento fu rogato dal notaio Giovanni Levera nel tribunale di Andorno il 1° maggio 1617 (presente in copia conforme levata dal notaio insinuatore Giovanni Pietro Bagnasacco il 14 marzo 1774). Nel 1680-1681 la Comunità di Andorno arrivò alla transazione di una lite mossa avanti il Reale Senato contro le monache della Santissima Annunziata di Vercelli nella loro qualità di eredi dei signori Berzetti circa il censo del 1617. Alle monache sarebbe spettata una parte soltanto del censo, corrispondente al capitale di quattrocento ducatoni, ovvero a 32 ducatoni l'anno. Il tutto secondo il testamento del 6 dicembre 1628 del signor Cesare Berzetti di Buronzo. Il 19 aprile 1686, presso il Santuario di San Giovanni d'Andorno dove giaceva a letto, faceva testamento don Rainero Bruna di Andorno cantone di Miagliano. Designava suo erede universale proprio il santuario che decise di impiegare il ricavato della vendita dei beni lasciati da don Bruna (soprattutto bestiame) nell'acquisto del censo che le monache dell'Annunziata di Vercelli avevano verso la Comunità di Andorno. In questo modo, con l'atto del 26 settembre 1686 rogato dal notaio Giovanni Bernardo Jachatio "nel parlatorio esteriore" del monastero delle monache di Vercelli, il Santuario di San Giovanni d'Andorno divenne creditore di 32 ducatoni d'argento l'anno per un capitale di 400 verso la Comunità di Andorno per la quale San Giovanni mosse causa alla Comunità di Andorno che portò al riconoscimento del debito di quest'ultima verso San Giovanni e a una "rimessa" datata 13 settembre 1774 con la quale venivano tacitate tutte le pretese anche in forza di Regie Patenti del 12 agosto 1774

Segnature

Segnatura
FIN 007
Note
1 fascicolo

Note

Sulla copertina originale si legge: "Questi documenti comprovano la esistenza del Censo che le quattro Comunità della Valle hanno di £ 22 annue verso il Santuario di S.G.B. e che tutt'ora esiste 1865". Le comunità era quattro perché Rosazza diventa comune