Lascito di Giovanni Battista Accati di Bariola di San Paolo Cervo di lire 10.000 per l'istituzione della scuola e per la celebrazione di una messa quotidiana perpetua
Tipologia Documento
Data cronica
- 2 agosto 1713 - 1735
- Note
- circa (secondo termine)
Numerazione provvisoria
- N. provvisorio
- 696
Contenuto
- Supplica di don Giovanni Pietro Gaja, parroco di Campiglia Cervo e rettore di San Giovanni, al vescovo di Vercelli per l'accettazione del legato di Giovanni Battista Accati. Nella supplica sono indicate caratteristiche del legato. L'Accati aveva fatto testamento a Lodi l'8 gennaio 1713 presso il notaio Camillo Mutiano o Muziano. Nel testamento era indicato il legato di 10.000 lire che sarebbero servite anche per l'istituzione "della Scola a' Poveri di quella valle". Accettato il legato gli amministratori di San Giovanni investirono la somma in un censo costituito dalla Città di Torino con strumento 30 giugno 1713 rogato notaio Giovanni Battista Boazzo al tasso d'interesse del 4%. Fatto ciò, era supplicata l'autorizzazione da parte della superiore autorità. L'abate Giacomo Antonio Cusano, vicario capitolare essendo la sede episcopale vacante, accolse la supplica in data 2 agosto 1713. Supplica di don Giovanni Pietro Gaja, parroco di Campiglia Cervo e rettore di San Giovanni, al vescovo di Vercelli per la gestione del legato Accati. La Città di Torino aveva esercitato il suo diritto di retrovendita del censo del 30 giugno 1713 e quindi il capitale di 10.000 sarebbe rimasto infruttuoso se non con un nuovo investimento. L'idea era quella di acquistare titoli presso i Monti di San Giovanni Battista che la stessa Città di Torino era intenzionata a erigere nuovamente. Essendo morti gli esecutori testamentari del benefattore gli amministratori di San Giovanni richiesero un parere e l'opportuna autorizzazione. L'abate Giacomo Antonio Cusano, vicario capitolare essendo la sede episcopale vacante, accolse la supplica in data 23 dicembre 1723. Esposto di Giovanna, "vedova rilassata dal fu Giovanni Battista Akati [sic]", che rivendicava il suo diritto, stabilito nel testamento del marito, di godere dell'usufrutto dei beni del coniuge defunto. Con atto di quietanza del 3 marzo 1716 (rogato Rosazza) stipulato tra legatari ed eredi dell'Accati, la donna doveva essere soccorsa in caso di necessità e degnamente mantenuta "massime in questi tempi così calamitosi", anche diminuendo il numero delle messe da celebrare. Stando al documento l'Amministrazione di San Giovanni (come quella della Parrocchia di Campiglia Cervo) non aveva accolto le richieste della vedova. L'istanza (senza data) per il vescovo di Vercelli fu sottoscritta da Giuseppe Accati a nome della donna che si trovava in valle per la visita pastorale. In calce si legge un appunto del medico Maciotta ("presente a tali istanze") che attesta che a Giovanna Accati furono sempre riconosciute dieci lire all'anno fino al 1735, epoca del suo decesso
Segnature
- Segnatura
- PAT 025
- Note
- 1 fascicolo
Note
- Il testamento di Giovanni Battista Accati non è allegato. Precedente segnatura: 10°. Vedi fascicoli PAT 024, PAT 026 e SEG 011