Causa formale tra don Giovanni Battista Stupenengo, parroco di Campiglia Cervo, contro l'Amministrazione di San Giovanni in merito alla giurisdizione amministrativa in diritto della stessa Parrocchia di Campiglia Cervo su San Giovanni
Tipologia Documento
Data cronica
- 1892 - 1894
Numerazione provvisoria
- N. provvisorio
- 891
Contenuto
- Richiesta di don Stupenengo di abolire l'Amministrazione di San Giovanni inglobandola nell'Amministrazione Parrocchiale di Campiglia Cervo. L'Amministrazione Parrocchiale di San Bernardo di Campiglia Cervo si riteneva in diritto di "rappresentare in ogni atto della vita civile il Santuario di San Gio. Battista nella Valle Superiore di Andorno, amministrandone tutti i beni e le sostanze come sempre fece per passato prima della installazione delle nuove amministrazioni". Sosteneva che "essere spettato e spettare ai Consigli Comunali di Piedicavallo, Quittengo e San Paolo Cervo, il diritto di nominare uno dei membri dell'Amministrazione in luogo e vece del rispettivo loro Sindaco, stato chiamato a tale ufficio dalla Senatoriale sentenza del 28 maggio 1846". Affermava che il Consiglio di Amministrazione in carica era illegittima e quindi doveva decadere. La sentenza del Senato di Torino del 28 maggio 1846 ridimensionava il potere della Parrocchia di Campiglia Cervo a vantaggio dei sindaci dei quattro comuni dell'Alta Valle che vanno a costituire un consiglio di amministrazione a cinque. Nel 1870, sulla base della legge 3 agosto 1862 sulle opere pie, il Consiglio di Amministrazione di San Giovanni muta e diventa una commissione amministratrice composta da nove membri: il parroco di Campiglia Cervo, i sindaci dei quattro comuni dell'Alta Valle e altri quattro consiglieri, uno per comune. Allegate una copia dello statuto del 1870 e una copia della sentenza della Corte d'Appello di Torino del 1894
Segnature
- Segnatura
- PAT 219
- Note
- 1 fascicolo
Note
- Vedi fascicoli PAT 219 e 221