Testamento di don Giovanni Battista Furno di Lenta

Tipologia Documento
Data topica Campiglia Cervo
Data cronica
15 ottobre 1706
Testamento di don Giovanni Battista Furno di Lenta
Testamento di don Giovanni Battista Furno di Lenta

Numerazione definitiva

Numero definitivo
2184
Prefisso
ASPCC

Contenuto

1706 addì 15 ottobre

Testamento del signor priore don Giovanni Battista Furno di Lenta.

In nome del nostro Signore Gesù Cristo corrente l'anno doppo sua nattività millesettecentosei la quattordicesima inditione et alli quindeci giorni del mese di ottobre nella Valle d'Andorno nella casa della chiesa parrocchiale de santi Giuseppe et Bernardo della presente Valle, et nella sala appresso la cucina della medema al primo piano di terra alla presenza delli molto molto reverendi signori sacerdoti don Giacomo et Giovanni Galliano d'Andorno, messer Felice Norza, messer Giovanni Ostano fu Giovanni Battista, messer Bartolomeo Negra, Antonio Ostlano, Giovanni suo figlio sottoscritto, Antonio Prato, Giorgio Mosca, al sottoscritto per saper scrivere, tutti della predetta Valle, a riserva delli reverendi Negra e Prato della Val di Sesia testimoni astanti richiesti et pregati et conosciuti. Con ciò sia cosa che per il peccato delli nostri primi padri Adamo et Eva, la generatione sia caduca et mortale, nessuna cosa sii più certa che la morte, più incerta dell'hora d'essa. Sopra questo sarà considerando il provido molto molto molto reverendo signor teologo e priore don Giovanni Battista Furno, vicario foraneo d'Andorno e Valle, figliolo del fu Giovanni Maria di Lenta provincia di Vercelli, sano per la Dio gratia dei sensi, mente, vista, intelletto, esser disposto nel suo volere, et volendo fare suo testamento, chiamato da viva voce noncupativo senza scritti abenché in questi scritti il tutto sia redotto a perpetua memoria acioché fra suoi (eredi) et sucessori non venghi a nascere liti et discordie, qual ha fatto et fa del tenor seguente. E primo ha devotamente raccomandato et raccomanda l'anima sua all'onnipotente Iddio et alla gloriosa Vergine Maria sua santissima madre. Con tutta la corte celeste pregandoli a volerli havere misericordia de' suoi peccati. Più vuole ordina et commanda che quando il suo corpo sarà fatto cadavere che quello sia sepolto nella medesima chiesa parrocchiale de' santi Gioseppe e Bernardo et in quel tempo di sua sepoltura il suo corpo sia honorato di messe, funerali et esequie confacenti ad un par suo e costume medesimo. Più detto testatore ha derogato et deroga tutti li legati lasciati suoi consanguinei volendo però che Maria fu Antonio Norza habbia una veste di lutto et non altri nell'altro suo testamento fatto mentionati et ricevuto dal signor nodaro et procuratore Carlo Gioseppe Andrea della città di Biella solamente habbino suo effetto li signori dichiaranti nel presente testamento et di più lega et lascia alla signora Angela Maria, consorte del signor Giovanni Alberto Furno suo nipote, pezze quattro di tela nova di quella che si ritrova havere lui signor testatore più lascia per ragione di legato a Maria sua serva figliola del fu Antonio Lacce della presente Valle altre due pezze di tela nova della medema sorte come più lascia alla medema Maria Lacce sua serva una coperta di lana quella che alla medema piacerà, con più che la medema possa asportare via dal di lui signor testatore tutte le sue vestimenta et altri mobili suoi proprii che la istessa dirà che così mi contento e voglio volendo che la medema habbia tutte le granaglie e legummi che al presente si ritrovano in casa di detto signor testatore cioè segala, marsaschi, et altri legummi come sopra. Come pure mobili per suo uso proprio a elletione del medema un paroletto, scudelle di terra di bosco et altri di poca valuta e bisognevoli ad una donna, mediante le quali cose vuole che la medema resti tacita, quitta e contenta di tutte le pretentioni et ragioni per ogni servitù prestata da hoggi indietro a lui signor testatore. Più detto signor testatore lascia a messer Giovanni fu Bartolomeo Ostano per legato una doppia et mezza doppia, a messer Giovanni Battista fu Giovanni Battista Ostano ambi di questa Valle per degni motivi che ha lui signor testatore et questo sarà adempito subito seguito la morte di detto signor testatore lasciando anche a Cattarina Zanella livre due da pagarseli come sopra commandando che il restante della tela che si debba vendere con le altre robbe di lui signor testatore dalli esecutori suoi testamentarii. Più detto signor testatore lega et lascia che dal reddito che si ricaverà ogni anno dal fogaggio accomprato dal signor Cesare Ramasco e che s'impone nella comunità di Sagliano, si debba mantenere una lampada viva avanti la gloriosa statua di san Giovanni Battista di questa Valle, più dello signor testatore lascia al reverendo signor don Pietro Antonio Furno suo nepote camiscie sei delle sue proprie con le sue camissette di pelle e sargia morella come altresì quattro lenzoli delli più buoni et vestiti di sotto subito seguito sua morte. In tutti li altri suoi beni mobili, stabili, debiti, crediti, nome de' creditori, debitori, siano ove si vogliano nel presente marchesato di Andorno ha di sua bocca propria nominato instituito e voluto che sia suo erede universale la chiesa di San Giovanni Battista della presente Valle. Di più ha instituito nominato, instituisce e nomina in suo erede universale di tutti et caduno suoi beni mobili, stabili esistenti nel territorio di Lenta sua patria ha di sua bocca propria instituito nominato e volle che sia il signor medico Giovanni Alberto Furno suo pronepote, lasciando privatione de suoi beni ad ogni altro pretendente di sua eredita livre due per caduno per una volta tanto per privatione de suoi beni da pagarseli tra un anno doppo sua morte dal sudetto signor medico con obbligo al medemo signor Giovanni Alberto Furno di far quittanza delle livre ottocento con suoi interessi del fogaggio da lui acquistato dal signor don Antonio Galliaro di Andorno opposto del quale restava ippotechato per denaro imprestato ha detto signor testatore et dal medemo sborsato per la comunità della Valle d'Andorno nel tempo che si smembrò dal marchesato d'Andorno, Qual quittanza sarà a favore della medema sudetta chiesa di San Giovanni Battista delle quali lire 808 con suoi interessi resta ancor hoggi giorno creditore di detta comunità della Valle incarigando li suoi esecutori testamentari ad dover far fare delle medeme comunità della Valle il pagamento sudetto, quale fatto si rimetterà le scritture che tengo della medema et in caso che li medemi negligentassero e non facessero fare detto pagamento in tal caso detto signor testatore ha instituito et instituisce suo herede universale per tutto quello ha nella presente Valle cioè il sudetto signor Giovanni Alberto Furno suo pronepote sudetto ad esclusione della sudetta chiesa di San Giovanni Battista. Più detto signor testatore ha nominato et nomina in suoi esecutori testamentari sino al fine d'ogni sua volontà scritta cioè il molto molto molto reverendo signor don Giovanni Andrea Vella curato di Sagliano li molto reverendi signori sacerdoti don Melchiorre Camera, don Giovanni Pietro Gaija [Gaia, n.d.t.] et don Giovanni Cantono, sacerdoti habitanti al Sacro Monte di San Giovanni Battista della presente Valle, il signor Giovanni Alberto Furno suo pronepote dando ampia autorità alli medemi di reggere et governare li beni di lui signor testatore nella forma e manera seguente: primo, che debbano et habbino tutta l'autorità di vendere tutto quello e quanto si ritrova havere doppo la di lui morte tanto mobili et effetti di qualsivoglia sorte, farne di quello quanto li medemi giudicaranno sarà necessario per la manutentione della fabbrica e letti alla diretione di San Giovanni Battista sudetto. Per gli novenanti cioè venderanno tutta la sala e ogni altro mobile, esigeranno quello e quanto detto signor testatore resta creditore della chiesa parrocchiale di santi Gioseppe e Bernardo et altri crediti di sepolture et altro dovendo pigliare la chiave della stanza, credenze, casse che nella di lui casa si ritrovano da Maria sua serva in pace, quiete et tutto quello che la medema dirà in sua conoscenza essere in esse stanze, casse, credenza o in altro luogo di altre terze persone, in sicurezza dovranno indilatamente subito dare senza alcuna difficoltà. Più lascia che occorrendo fare come detto da detti esecutori testamentari qualche affare attorno a detti beni vole che quando uno vi mancasse o due li altri habbino l'istessa libertà facendoli prima una monizione verbale se vogliano assistere. Più vole, commanda che amassato tutto il denaro che si ricavera de suoi beni, crediti et effetti con il ricavo del fogaggio si debba da medemi esecutori testamentari far il fondo di una messa quotidiana da celebrarsi nella chiesa di San Giovanni Battista sudetta volendo inoltre detto signor testatore che la sudetta chiesa sia obligata in perpetuo farli celebrare due messe ogni anno cioè una alla festa della Natività di san Giovanni Battista et l'altra alla festa della Decollatione di detto santo ogni anno incarigando detti esecutori testamentari di far fare una tavola et quella affigere nella sacristia di San Giovanni Battista nella quale si noteranno li benefattori del sudetto luogo mettendovi et notandovi in primo luogo in essa l'eccellentissimo signor marchese di Parella, messer Pietro Gaija [Gaia, n.d.t.], il reverendo signor don Raijnero Bruna, lui signor testatore et altri che di mano in mano andavano crescendo acioché li signori religiosi pregano per l'anime luoro et ocorrendo il caso che detti signori religiosi et altri elletti esecutori testamentari andranno ad habitare longe dalla presente Valle che il rimanente de' medemi habbi l’istessa autorità come se fossero tutti uniti, sarà però facoltà a medemi di desputare altre persone di buona conoscenza timorate di Dio et disinteressate, di più vuole che li sudetti esecutori testamentari paghino in scarigo di Maria sua serva tutto quello dover dare al signor nodaro Marocchetto per altri fatti in qualità di secretario et ciò in conto di quello deve il medemo alla chiesa quando sarà fatta la parcella et con la dedutione d'un filippo di gia dalla medema pagato avanti d'hora a conto. Più detto signor testatore lascia per ragione di legato che gli siano fatte celebrare messe trecento in suffragio dell'anima sua dove parerà a detti suoi esecutori testamentari fra un anno doppo sua morte lasciando per legato a Felice Norza et Lucretia Zedda suoi nepoti un vestito di negro caduno che si esequirà subito doppo sua morte. Tutto quello che sarà necessario per la comunità di San Giovanni Battista detti deputati ne faranno, l'elletione come di così fare gli ne dò tutta l'autorità, de' suoi mobili et il restante venderanno come sopra et questo detto signor testatore ha detto et vole che sia sua ultima volontà, ultimo testamento qual vuole che voglia per testamento et se per tal ragione non potrà valere, che vaglia per ragione di codicillo overo per donatione di causa di morte overo per altro meglior immodo e via che potrà valer et haver effetto derogando et annullando l'altro testamento per lui fatto tal che non faccia più fede in giuditio ne fori salvo nel capo della primogenitura che resta fermo comandando a farne un instrumento al detato di un dotto bisognando per fede. Il sopranominato instrumento abenchè da altra mano scritto richiesto l’ho ricevuto io Antonio lachatio reggio notaio collegiato della Valle d'Andorno. Colationato concorda insinuato in Andorno al libro 118 a foglio 306, per fede

De Iachatio

Note

Segnatura originale in inchiostro rosso: "N° 48"

Il documento è stato trovato casualmente da Anna Bosazza in occasione dei lavori di risistemazione della casa canonica di Campiglia Cervo il 26 marzo 2022.
Unitamente al documento originale, collocato fisicamente in calce a tutti gli altri e in progressione numerica semplice, ma virtualmente nella corretta sequenza storico-cronologica, è stato reperita la sua trascrizione integrale (non firmata) in formato Word, qui riproposta.

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