Testamento di "messer" Giovanni fu Pietro Mosca della Valle d'Andorno
Tipologia Documento
Data topica
Campiglia Cervo
Data cronica
- 6 Marzo 1649
- Note
- Il testamento fu fatto nella "casa della solita habitacione delli Reverendi Curati" (cioè la canonica).
Numerazione provvisoria
- N. provvisorio
- 46
Numerazione definitiva
- Numero definitivo
- 112
- Prefisso
- OdF
Contenuto
- Il testamento nuncupativo fu ricevuto da un notaio non identificato alla presenza, tra gli altri testimoni, dei preti don Giovanni Battista Zanazza e don Antonio Gilardi (probabilmente i cappellani della Parrocchia di Campiglia Cervo). Il testatore dispose per la sua sepoltura nella chiesa parrocchiale di Campiglia Cervo con i rituali soliti, più venti messe da celebrarsi nella mattina della sepoltura o entro otto giorni. Dispose elemosine di pane, minestra e "companatico ordinario" in quel giorno. Dispose una messa ebdomadaria per un anno presso l'Oratorio di Forgnengo. Dispose un lascito di un ducatone per la chiesa parrocchiale, per quella di San Giovanni d'Andorno, per quella della Madonna della Riva (Santa Maria di Pediclosso), per la Compagnia del Suffragio della Parrocchia di Campiglia Cervo e per la chiesa di Oropa. Dispose un legato di un mezzo ducatone a favore dell'Oratorio. Dispose che i suoi eredi universali fornissero in occasione della sua sepoltura una candela per ciascuno dei confratelli della suddetta Compagnia del Suffragio e una "torchia" per il priore. Chiamò eredi universali i suoi eventuali figli maschi e femmine. Non avendone sarebbe subentrata la moglie Fiore, a patto che quest'ultima si mantenesse vedova. E le lasciò anche cento lire una tantum e senza ulteriori possibili pretese. Morta la donna sarebbe subentrato il primo figlio maschio del fratello Giacomo, a patto che quest'ultimo andasse ad abitare nella casa del testatore e che si occupasse della defunta Fiore con almeno 50 lire (e cento messe di suffragio entro un anno dal decesso) e che riconoscesse una parte di eredità agli altri fratelli del testatore o i loro figli. E' possibile che si tratti di una copia non autenticata del testamento levata dall'anonimo notaio a richiesta dell'Oratorio.