Testamento di Giovanni fu Giovanni Battista Catella della Valle d'Andorno
Tipologia Documento
Data topica
Valle d'Andorno
Data cronica
- 20 Aprile 1690
- Note
- Nella camera superiore della casa del testatore.
Numerazione provvisoria
- N. provvisorio
- 104
Numerazione definitiva
- Numero definitivo
- 240
- Prefisso
- OdF
Contenuto
Il testamento fu ricevuto dal notaio Giovanni Bernardo Iacazio della Valle d'Andorno.
Nel suo testamento nuncupativo, il testatore dispose che il suo corpo sia seppellito nella chiesa parrocchiale di Campiglia Cervo, con le solite elemosine e tre messe cantate nella mattina della sepoltura e altre sette da celebrarsi entro un anno dalla morte. Erede universale chiamò il nipote Giovanni Battista, figlio del suo defunto fratello Pietro. In caso di sua morte senza eredi, la massa ereditaria sarebbe passata alle di lui sorelle (cioè nipoti del testatore) Giovanna e Anna Maria in modo che quest'ultima potesse prender marito e "menarlo in casa dell'infrascritto testatore". Nel caso invece che il nipote designato quale erede universale fosse morto lasciando eredi femmine legittime, alla sorella Anna Maria sarebbero spettate comunque 40 lire e a Giovanna una mezza doppia, da pagarsi al momento in cui il nipote avesse raggiunto i 25 anni d'età. In caso di morte della stessa Anna Maria avrebbero ereditato Giovanni, zio del testatore, e in sequenza i suoi cugini Giovanni e Pietro figli del fu Carlo Catella, a patto che si fossero stabiliti nella casa del testatore (ossia "tener luogo, fuogo, catena e domicilio"). In caso contrario l'erede universale finale sarebbe stata la chiesa di San Giovanni d'Andorno.