Testamento di Giovanni fu Lorenzo Mosca

Tipologia Documento
Data topica Forgnengo
Data cronica
5 Marzo 1775
Note
Nella casa e nella camera al secondo piano del testatore.

Numerazione provvisoria

N. provvisorio
110

Numerazione definitiva

Numero definitivo
116
Prefisso
OdF

Contenuto

Il testamento fu ricevuto dal notaio Pietro Giorgio Vanni di Campiglia Cervo.

Il testatore, che si trovava sano di corpo e di mente, sebbene "da corporale infermità in letto dettenuto", dispose che il suo corpo fosse seppellito nella chiesa parrocchiale di Campiglia Cervo, alla presenza di otto sacerdoti e con l'accensione di otto "torchie" di cera. Alla messa cantata "presente cadavere previa la recitazione del Romano (?)", sarebbero intervenute anche le compagnie del Suffragio e di Sant'Antonio. Chiamò erede usufruttuaria la moglie Antonia, figlia del fu Pietro Mazzucchetti, vita natural durante e finché avesse vissuto "da donna vedova, casta e onesta". In quelle condizioni la donna avrebbe vissuto nella casa del marito defunto, mentre in caso di seconde nozze la vedova avrebbe lasciato la dimora e avrebbe ricevuto dall'erede universale solo la sua dote e cinque lire come donazione. Chiamò invece erede universale l'Oratorio.

Il documento è una copia levata il 24 febbraio 1776 da Pietro Giorgio Vanni, figlio del notaio, probabilmente in occasione del decesso del testatore.

Una nota in calce esplicita che il notaio, per l'emolumento dovutogli, percepì 7 lire "pagate dalli ministri Giuseppe Allara e Pietro Gilardi, avendomi anche pagato per l'inventaro de [...] la somma lire 5".
Allegata la ricevuta passata in data 11 febbraio 1760 da don Francesco Francesio, parroco priore di Campiglia Cervo, per tre sepolture: la prima della fu Bartolomea, moglie defunta di Giovanni fu Lorenzo Mosca, e le altre due per altrettante bambini (o bambine infanti). Tutte nel 1758. Allagata anche una ricevuta passata in data 11 gennaio 1764 in Brusnengo dal prete Bartolomeo Tonetti per due messe celebrate "secondo la pia intenzione di mastro Gio. Mosca". Allegata infine una ricevuta passata in data 1° novembre 1764 dal prete Antonio Cipriotti a favore di Giovanni Battista Capella per una messa "da celebrarsi secondo la pia mente del Signor Gio. Mosca" (probabilmente si tratta di un documento redatto a Milano).

 

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