Piattino

Tipologia Oggetto
Data cronica
Fine del 19° secolo - Inizio del 20° secolo
Piattino in terracotta
Piattino in terracotta

Tipologia

Stoviglia

Numero d'inventario

Numero
CM0110
Inventario
Seminara 2015
Numero
130

Indicazioni sul soggetto

Stoviglia per servire e consumare alimenti

Consistenza rilevata

Tipologia
pezzo/i
Quantità
1

Modalità di acquisizione

Donazione di Fontana Rosazza Pistolet

Descrizione fisica

Basso cavetto con tesa obliqua insellata nella parte mediana, orlo arrotondato, base piana; rivestimento completo.
Per lavorare l'argilla, l'artigiano utilizzava il tornio, aiutandosi con le mani a dare la forma voluta. Una volta realizzato, l'oggetto veniva fatto asciugare all'aperto e poi cotto nell'apposita fornace  Si passava quindi alla  vernciatura. Per verniciare o meglio "invetriare" veniva utilizzata una miscela di ossido di piombo, acqua e polvere di silice.  Al termine della verniciatura si passava alla seconda e definitiva cottura.

Stato di conservazione

Stato
buono
Data rilevazione
luglio 2015
Descrizione danni
La vernice che ricopre l'oggetto è lacunosa in qualche punto

Condizione giuridica

Proprietà della Casa Museo dell'Alta Valle del Cervo

Materia e tecnica

terracotta verniciata

Tecnica esecutiva

foggiatura/tornitura/asciugatura/cottura/verniciatura/seconda cottura

Dimensioni

Unità di misura
cm
Altezza
4
Larghezza
20 (diametro)

Note

Le stoviglie di Ronco erano presenti in tutte le case biellesi. Conosciute con il nome di "bielline" e diffuse in tutto il Piemonte, Lombardia e Liguria, questi oggetti furono sino agli anni Cinquanta del secolo scorso sinonimi del luogo dal quale provenivano. Il prodotto si affermò grazie al prezzo molto basso che sbaragliava la concorrenza degli altri centri di produzione piemontesi e lombardi. Questa manifattura tutta biellese aveva il proprio punto di forza nella collaudata ed essenziale professionalità degli addetti e nella efficienza di un modello gestionale celebratissimo. Le fornaci erano un po' ovunque nel paese: alcune erano fabbriche, altre semplicemente botteghe gestite dalle famiglie stesse. Alla fine dell'800 la produzione aveva raggiunto uno dei più alti livelli di sviluppo con 35 laboratori operanti; tale produzione si conciliava con l'attività agricola, sfruttando i tempi morti dei cicli stagionali.  Una delle ragioni della fama delle stoviglie ronchesi era dovuta alla qualità dell'argilla che le rendeva resistenti al fuoco e non comunicava alle vivande alcun cattivo odore (attualmente la terra usata dall'artigiana non proviene da cave biellesi, ma ha le stesse caratteristiche).  Con la terracotta si realizzava di tutto: dai giochi alle tubature, ma Ronco è ricordato anche per i suoi celebri fischietti, i #subiét#.
     

Link esterni

www.provincia.biella.it
Tipologia
approfondimento
http://www.comune.roncobiellese.bi.it/
Tipologia
approfondimento

Bibliografia/Fonte

città