Manichino snodabile del primo Ottocento, seduto sulla cassapanca appartenuto ai due pittori sordomuti Mosca Moro di Rosazza, rivestito con l'abito femminile da lavoro tipico della Valle Cervo. L'abito è costituito da una sottogonna a righe grigie e bianche, una gonna marrone con macchie verdi e nere, due grembiuli, uno nero e l'altro grigio fantasia, una camicia bianca a maniche corte, un gilet a righe, un grande foulard blu a fiori bianchi che copre le spalle e le cui punte sono inserite in vita. La testa è coperta da un foulard chiaro con fantasia floreale, utilizzato per proteggersi la fronte dal sudore e i piedi sono protetti da calzettoni di lana scura ed infilati in stivaletti marroni.
Stato di conservazione
Stato
buono
Data rilevazione
luglio 2015
Descrizione danni
La stoffa e i vestiti che ricoprono il manichino sono consunti in più punti
Condizione giuridica
Proprietà della Casa Museo dell'Alta Valle del Cervo
Materia e tecnica
gesso, stoffa
Dimensioni
Unità di misura
cm
Altezza
111
Note
La sottogonna e gli stivaletti testimoniano che in origine il manichino era vestito come una donna della borghesia; l'attuale abito è dovuto a Gianni Valz Blin per adattarlo alle esigenze espositive della Casa Museo. All'inizio del 1800 non c'erano modelle donne (al contrario modelli uomini si), ma si utilizzavano manichini snodabili per le diverse pose.