Monumento ai Caduti di Riabella
Tipologia Oggetto
Data cronica
- agosto 1927
- Note
- inaugurazione
Tipologia
- monumento
Motivazione titolo
-
Descrizione fisica
- Il Monumento reca impressi nella pietra, in ordine di scomparsa, i nomi dei sei Caduti riabellesi della Prima Guerra Mondiale: Corrado Iacazio, Giovanni Ramella (Bagneri), Oreste Iacazio, Giovanni Guelpa, Vito Greggio e Mario Iacazio, oltre a quello di Emilio Martinazzo (Sartor), morto ad Adua nel 1896 durante la Guerra d’Abissinia.
Al termine della Seconda Guerra Mondiale in una delle due facciate libere del Monumento furono aggiunti i nomi dei riabellesi morti durante il conflitto: Walter Perico (partigiano, Medaglia d’argento al Valor Militare alla memoria), Franco Boggio Lera, Ezio Boggio Pasqua e Oreste Maciotta (Cariolin), tutti e tre dispersi in Russia.
Materia e tecnica
- Monumento in sienite della Balma
Note
- Per onorare la memoria dei suoi sei ragazzi morti durante la Prima Guerra Mondiale anche Riabella con una sottoscrizione unanime volle erigere un Monumento ai Caduti. Il Comitato Promotore era composto da Giuseppe “Gep” Martinazzo Sartor (Presidente), Rinaldo Iacazio (Segretario), Vincenzo Magnani (Cassiere), Giovanni Maciotta Cariolin e Giuseppe “Pippo” Iacazio. Il progetto fu affidato all’ingegner Alessandro Magelli, sicuramente un parente di Mimma Magelli, moglie di Martinazzo Sartor. Presso la sede della Pro Loco è tuttora conservato il bozzetto in gesso. Come luogo fu individuato un terreno di proprietà parrocchiale in località «Brüscinere».
Il monumento fu inaugurato nell’agosto del 1927 alla presenza del Vescovo di Biella mons. Giovanni Garigliano, che benedisse l’opera.
Come si può notare nelle fotografie più antiche in origine sul monumento campeggiava il fascio littorio, poi cancellato dopo la caduta del Fascismo.